Presidente Prof. G. Lo Castro

Istituto Superiore di Studi freudiani Jacques Lacan

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Collocato nell’orientamento originario di Freud - così come ripreso da Jacques Lacan e da quanti non hanno mancato di sottoporre alla verifica della pratica clinica e lavorato per l'avanzamento della scoperta del Viennese - l’Istituto Superiore di Studi freudiani Jacques Lacan opera per la sua diffusione e per l’impiego della psicoanalisi al servizio della società. In questo senza esimersi dal confronto con le altre scienze che hanno nell’uomo il loro oggetto.

L’Istituto Superiore di Studi freudiani Jacques Lacan ha quindi come scopo specifico la ricerca e l'applicazione della clinica psicoanalitica nei campi in cui è possibile la sua utilizzazione. In questa prospettiva ha tra le sue finalità anche la formazione professionale - per i laureati in psicologia e medicina e chirurgia, iscritti ai rispettivi albi - all’esercizio dell’attività psicoterapeutica orientata psicoanaliticamente, in risposta alla legge 18 FEBBRAIO 1989 N. 56 e alla O. M. del 10/12/2004 - Aut. Miur  01/08/2011.

Freud e la formazione dell’analista

"La tesi che ho voluto mettere in primo piano è la seguente: non importa se l'analista è in possesso o no di un diploma (di) medico (o di psicologo); importa invece che egli abbia acquisito la preparazione particolare che gli occorre per esercitare l'analisi (…).
Il piano di studi per l'analista è ancora da creare. (comunque) Esso dovrà comprendere materie tratte dalla scienza dello spirito, dalla psicologia, dalla storia delle civiltà, dalla sociologia, oltre che elementi di anatomia, biologia e storia dell'evoluzione (…).

 E' vero, il mio è un ideale, ma un ideale che può, anzi deve essere realizzato.

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Lacan e la formazione dell’analista

Lacan ricorda che quanto alla psicoanalisi “(...) deve compiersi un lavoro che, nel campo che Freud ha aperto, restauri il vomere tagliente della sua verità, riconduca la prassi originale che egli ha istituito col nome di psicoanalisi al compito che le tocca nel nostro mondo, che con una critica assidua vi denunci le deviazioni e i compromessi che ne smorzano il progresso degradandone l’uso”.

 

Lo psicoanalista di  orientamento freudiano-lacaniano come opera oggi?

"Fa! Esce dal suo studio, non resta più confinato in una posizione clandestina. Si interessa di politica, s'immischia nel "sociale", nelle istituzioni di salute mentale, reintroduce il soggetto nelle relazioni sociali, dalle quali si esclude o viene escluso.
Nella sua pratica si adatta ad un confronto diretto con un essere umano alle prese con un godimento che - non passando più attraverso le mediazioni simboliche messe prima a sua disposizione da una società che includeva il limite - oggi lo fa sentire disorientato e spesso travolto dagli imperativi del mercato che gli impongono quale significati della sua esistenza il "devi godere" senza limiti.

In questo momento storico qui
ndi, (...) L'analista, che era un decifratore dell'inconscio, diventa il pragmatico che, con la sua presenza e quella del suo corpo, conversa, annoda, snoda, allenta, consolida ... Un bricoleur che opera con l'inconscio reale che c'è, piutttosto che l'inconscio transferenziale che sa." Gil Garoz, Presidente EEP.

Non rimane vincolato agli aspetti formali della tecnica, è capace di inventare, a partire dalle sua accurata formazione personale, la formula giusta affinchè ciascun soggetto si confronti con la sua questione - con ciò che lo fa soffrire - da una posizione nuova. Fa in maniera tale che possa "ben dire" del suo desiderio, cioè saperne abbastanza del suo modo particolare di godere - poichè anche lo stare male può produrre del godimento, così come il godimento non regolato produce angoscia e sofferenza - ed aiutarlo a modificare la sua posizione nella realtà.

In questo egli è lo specialista meglio attrezzato per fare fronte ai sintomi presentati dall'uomo contemporaneo - detto "senza inconscio" in quanto totalmente proiettato nel "qui e ora" e alienato dalla sua storia - che si arrangia malamente, nella società post-moderna del "life is now", alle prese con quello che J. A. Miller ha individuato come "l'inconscio reale".


La fondazione della Scuola Francese di Psicoanalisi

DALL’ATTO DI FONDAZIONE del 21 Giugno 1964

“Fondo – solo come sono sempre stato nella mia relazione con la causa psicoanalitica – l' École Française de Psychanalyse , di cui, per i prossimi quattro anni, dei quali niente al presente mi vieta di rispondere, garantirò personalmente la direzione.
Questo titolo rappresenta nelle mie intenzioni l'organismo dove deve svolgersi un lavoro – che nel campo aperto da Freud restauri il vomere affilato della verità – che riconduca la prassi originale da lui istituita con il nome di psicoanalisi a quel che al mondo le spetta – che con una critica assidua vi denunci le deviazioni e i compromessi che smorzano il suo progresso degradando il suo impiego. Questo obiettivo di lavoro è indissociabile da una formazione che deve essere impartita in questo movimento di riconquista. Vale a dire che vi sono abilitati a pieno diritto coloro che io stesso ho formato, che vi sono invitati tutti coloro che possono contribuire a mettere alla prova quel che vi è di ben fondato in questa formazione.Quanti verranno in questa École si impegneranno a svolgere un lavoro sottoposto a un controllo interno ed esterno. È loro garantito in cambio che niente sarà risparmiato affinché tutto quel che faranno di valido abbia risonanza che merita, e al posto che converrà. Per lo svolgimento del lavoro, adotteremo il principio di una elaborazione sostenuta in un piccolo gruppo (cartel). (…)”

Jacques Lacan

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