{"id":62,"date":"2014-01-22T20:58:55","date_gmt":"2014-01-22T19:58:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.isdsf.it\/sito\/?page_id=62"},"modified":"2022-02-19T13:17:36","modified_gmt":"2022-02-19T12:17:36","slug":"indirizzo-metodologico","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.isdsf.it\/sito\/indirizzo-metodologico\/","title":{"rendered":"Indirizzo metodologico"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ISdSF JL \u00e8 un istituto di formazione alla psicoterapia che ha i suoi riferimenti nella scoperta di Freud, cos\u00ec come rivista e completata dagli apporti di Jacques Lacan e del suo &#8220;lettore&#8221; J-A Miller. Pur mantenendo la coerenza dei suoi riferimenti epistemologici, il\u00a0 suo percorso formativo non disconosce gli apporti degli altri grandi psicoanalisti post freudiani, quali Melanie Klein, Donald Winnicott e Wilfred Bion. Avendo presenti le variabili che contribuiscono alla costituzione dell\u2019essere umano, e gli avanzamenti delle conoscenze, il suo orientamento pone una particolare attenzione &#8211; seguendo in questo le indicazioni di Freud e Lacan &#8211; al sapere reso disponibili dalle altre scienze che lo hanno per oggetto, tra queste: <em>l\u2019antropologia, l\u2019etologia umana, la sociologia, le nuove scienze cognitive la linguistica e la neuropsicologia<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scoperta di Freud, la cui portata scientifica \u00e8 confermata oggi anche dalle scoperte delle neuroscienze (v. Damasio, ecc.),\u00a0 si presenta come un insieme di teorie psicologiche e come una tecnica esplorativa dei processi psichici, ma essa \u00e8 soprattutto un sistema complesso ed ampiamente sperimentato di metodologie di intervento e cura. Sia la sua teorizzazione che le modalit\u00e0 con le quali trova applicazione nella clinica, hanno attraversato in maniera mirabile le mutazioni sociali dell&#8217;ultimo ventennio che la immaginava non pi\u00f9 adeguata a rispondere ai bisogni dell&#8217;uomo post-moderno. L&#8217;attualit\u00e0 della ricerca e della clinica, al contrario, non solo ne confermano la piena validit\u00e0, ma la indicano in manera sempre pi\u00f9 chiara come la scienza e la clinica della quale ha bisogno la societ\u00e0 detta &#8220;senza inconscio&#8221;. In verit\u00e0 l&#8217;emergere sempre pi\u00f9 massiccio di sintomatologie a precisa connotazione isterica, appare come una precisa invocazione dell&#8217;inconscio ad essere ascoltato. La psicoanalisi \u00e8 pronta: <em>ben tornata isteria<\/em>!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una psicoanalisi non pi\u00f9 legata agli aspetti formali della pratica classica (lettino, ritmo delle sedute, tempo delle stesse, gestione rigida del transfert, ecc.) &#8211; giunta a tale evoluzione grazie alla rielaborazione che ne hanno fatto Lacan ed i suoi allievi &#8211; affronta i sintomi della contemporaneit\u00e0 con padronanza e dimostrandosi assolutamente capace di rispondere nella maniera migliore alla richiesta di aiuto che le viene rivolto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avendo posto a suo fondamento l\u2019esistenza di dinamiche non sottoposte al diretto controllo razionale del soggetto e che il suo inventore ha indicato come inconsce, mantiene sempre costante la sua validit\u00e0. Ci\u00f2 le \u00e9 possibile perch\u00e9 le questioni delle quali si occupa appartengono alla struttura costitutiva dell&#8217;essere umano, e pertanto lo accompagnano in maniera ineluttabile, mentre mantiene costante la sua operativit\u00e0, perch\u00e8 si assoggetta a continue verifiche e ad adattamenti alle variazioni del sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alle puntualizzazioni ed ai perfezionamenti che gi\u00e0 Freud stesso le aveva costantemente\u00a0apportato, continuano ad aggiungersene altre da parti\u00a0di quanti ne hanno seguito le indicazioni. A\u00a0queste si sommano le\u00a0conferme della\u00a0validit\u00e0 del metodo,\u00a0provenienti: sia dalle evidenze della clinica che dalle recenti scoperte delle neuroscienze. Gli psicoanalisti pi\u00f9 illuminati infatti non rifuggono\u00a0il confronto con le scienze\u00a0positive, dalle quali\u00a0ricevono costanti conferme\u00a0sugli effetti che le pratiche di cura che operano attraverso l\u2019ascolto e la parola, hanno sui processi cerebrali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sappiamo anche come la teorizzazione psicoanalitica non ha mai mancato di sorprendere per la sua capacit\u00e0 di rendere comprensibili le dinamiche che presiedono ai comportamenti umani, tanto normali quanto patologici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Freud &#8211; andando ben oltre il metodo catartico fondato sull\u2019ipnosi, e contestando\u00a0 l\u2019idea di Breuer di un restringimento del campo di coscienza &#8211; ha elaborato la sua teoria, ponendo a suo al fondamento della quale ha posto l\u2019esistenza di un \u201cconflitto\u201d interno al soggetto. Tale \u201cconflitto\u201d, nella sua concezione originaria, evidenziava l\u2019esistenza di \u201cenergie contrapposte\u201d: la \u201cvita pulsionale\u201d da una parte e le\u00a0 \u201cistanze di controllo\u201d dall\u2019altra, queste ultime rese necessarie dalla appartenenza del soggetto al mondo della civilt\u00e0. Concetti, processi e meccanismi, questi, che, aldil\u00e0 della terminologia presa in prestito da Freud dal linguaggio specifico della scienza del suo tempo, appartengono ormai al patrimonio culturale di tutte le scienze umane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il malessere soggettivo viene quindi concepito come l\u2019effetto di una disarmonia (conflitto) tra le \u201cistanze\u201d, mentre il sintomo \u00e8 una produzione finalistica, seppure inconsapevole, che ha un fondamento ed uno scopo. Queste premesse fanno s\u00ec che uno delle tappe del percorso terapeutico diventi quella di accompagnare il soggetto nella ricostruzione degli aspetti e dei passaggi cruciali della sua storia, affinch\u00e9 egli non solo possa riappropriarsene, ma possa anche elaborare nuove e pi\u00f9 adeguate modalit\u00e0 di rapporto con le questioni fondamentali della sua esistenza.<br \/>\nPotr\u00e0 cos\u00ec &#8211;\u00a0disponendo di nuovi e pi\u00f9 adeguati modelli di comportamento &#8211;\u00a0modificare, rendendolo pi\u00f9 funzionale: il suo rapporto con se stesso, con gli altri soggetti implicati nel suo sistema di relazioni, primariamente con le figure del circuito parentale e, per estensione, con tutto il resto del suo mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pur essendo l\u2019essere umano un effetto della selezione naturale &#8211; Freud \u00e8 attento alla scoperta darwiniana &#8211; tuttavia il grande Viennese dimostra come sia l\u2019elemento sovrastrutturale culturale a costituirne la peculiarit\u00e0.<br \/>\nI miti fondamentali, presenti in ogni cultura &#8211;\u00a0nella lettura che egli ne fa &#8211;\u00a0dimostrano come l\u2019essere umano si \u00e8, da tempo immemore, confrontato con le alcune questioni cruciali per la sua sopravvivenza. Tra queste le pi\u00f9 importanti sono quelle che attengono alla gestione dei rapporti con l\u2019Altro (madre, padre, sistemi di parentela, altro del sociale, ecc.) dal quale ha ricevuto il suo esistere, dal quale ha bisogno di essere riconosciuto (ed amato), dal quale, in breve, dipende. Questa condizione di dipendenza strutturale, \u00e8 anche il punto di maggiore fragilit\u00e0 e spesso la causa della sua sofferenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli elementi, culturale e relazionale, che costituiscono lo specifico di ogni singolo soggetto, trovano la loro massima espressione nel Sistema simbolico che li rappresenta e che li rende operativi. Di questo Sistema, la principale manifestazione, e ad un tempo il suo supporto, \u00e8 il linguaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il potere della parola \u2013 fondativo per l\u2019essere umano al punto che porter\u00e0 J. Lacan a definirlo il \u201cparlessere\u201d &#8211; \u00e8 tale non solo nel produrre sofferenza, ma anche &#8211; se utilizzato in maniera opportuna &#8211; effetti di guarigione. Ci\u00f2 \u00e8 quanto avviene, ad esempio, nelle pratiche di cura psicoterapiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non a caso \u201c<em>Talking cure<\/em>\u201d \u00e8 la definizione che diede della tecnica che Freud stava scoprendo, la sua prima famosa paziente. Al riguardo Freud avr\u00e0 anche occasione di osservare &#8211; in particolare grazie alla sua esperienza clinica con le isteriche &#8211; il diretto rapporto esistente tra la mente ed il corpo, e come quest\u2019ultimo possa \u201cparlare\u201d, giusto attraverso il sintomo, rendendo interpretabile quanto l\u2019io cosciente non \u00e8 in condizione di riconoscere a se stesso. Con queste premesse, la cura, &#8211; almeno nella prima fase della scoperta freudiana \u2013 ebbe come fine quello di favorire la verbalizzazione di quanto rimosso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presenza di vissuti emotivi, intensi ed anche contrapposti, odio non meno che amore, permise a Freud ed a quanti ne hanno verificato man mano nella pratica clinica la sua scoperta (dalla Klein a Winnicott a Bion e oltre), di confermare l\u2019ipotesi che vi sia una origine infantile delle nevrosi, evidenziabile anche attraverso il \u201ctrasferimento\u201d di emozioni dalle figure parentali primarie al terapeuta. Ne consegue che il \u201cmotore\u201d della cura \u00e8 il <em>transfert,<\/em> cio\u00e8: l\u2019insieme dei sentimenti che il paziente mette in gioco nel rapporto con il terapeuta, e che possono anche comportare una riedizione di eventi e sensazioni non pi\u00f9 presenti alla coscienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La combinazione di parola e transfert rende possibile, e spesso utile a favorire la guarigione, l\u2019<em>interpretazione<\/em>, altro momento focale del trattamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla logica della cura, sulla funzione del transfert e sull\u2019uso dell\u2019interpretazione, novit\u00e0 significative sono state introdotte nel dopo Freud. Tuttavia, anche con queste innovazioni, il transfert e l\u2019interpretazione restano punti chiave di una psicoterapia ad indirizzo psicoanalitico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre a proposito delle trasformazioni introdotte nella teoria freudiana, si rende opportuno sottolineare &#8211; senza porre limitazioni al valore del loro apporto &#8211; come le modifiche introdotte, in particolare da alcuni post-freudiani americani (ad es. Hartman, Kris, Lowenstein, Rapaport, ecc.), di fatto si configurano come delle variazioni talmente radicali della teoria freudiana, da renderla altra cosa. In particolare il disconoscere la priorit\u00e0 dell\u2019azione dell\u2019inconscio sull\u2019Io, ha comportato (v. l\u2019Ego psychology) una riduttiva psicologizzazione della psicoanalisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 per questo che ci appare interessante e stimolante ricordare come contro questa operazione abbia combattuto la sua \u201cbattaglia\u201d anche Jacques Lacan, geniale e controverso post-freudiano. Strutturalista, orientato dall\u2019antropologia di Levy-Strauss e dalla linguistica di De Saussure; lettore attento di Freud &#8211; nonch\u00e9 di grandi filosofi e scrittori, quali Hegel e Joice &#8211; Lacan avr\u00e0 cura di rimettere al centro della attenzione l\u2019inconscio, i suoi meccanismi ed i suoi effetti sulla vita del soggetto. Superando, nel fare ci\u00f2, la lettura classica del sintomo come evento psicopatologico, e mostrando la relazione esistente tra l\u2019inconscio ed il linguaggio, ha evidenziato come il secondo possa operare sul primo, grazie anche al fatto di essere strutturati ambedue allo stesso modo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su questi ultimi temi, precisamente: sulla presenza e sulla azione svolta dai contenuti non presenti alla coscienza e sul ruolo del linguaggio, le neuroscienze hanno, nell\u2019ultimo decennio, fornito conferme ed indicazioni di estremo interesse. Pertanto &#8211; se pure va certamente puntualizzato che il concetto di <em>inconscio<\/em> del quale si tratta nella psicoanalisi non \u00e8 totalmente coincidente con il <em>non cosciente<\/em> esplorato e quantificato dalle neuroscienze &#8211; tuttavia la logica dei due processi presenta punti di interessante convergenza. Questi, ad oggi, sembrano dimostrare come l\u2019affermazione di Freud che: <em>l\u2019Io non \u00e8 padrone in casa sua!<\/em>, trova una precisa conferma, anche nei meccanismi generali di funzionamento dei processi cerebrali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <em>pratica della psicoterapia<\/em> orientata dalla psicoanalisi &#8211; nella concezione\u00a0\u00a0 cui fa riferimento l\u2019Istituto Superiore di Studi freudiani &#8211; non \u00e8 rigidamente vincolata &#8211; seppure nel rispetto della logica della forma classica, cos\u00ec come praticata dagli psicoanalisti che ne conservano l\u2019ortodossia &#8211; da quelli che appaiono riferimenti utili, ma non fondamentali per la attuazione del processo di cura, quali, ad esempio, il setting (lettino, scansione e tempi della sedute, ecc.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tenendo conto delle esigenze del momento storico e della mutata tipologia della domanda di aiuto, al centro della logica della cura non vengono poste le questioni formali della tecnica, ma quelle, ritenute sostanziali. Tra queste l\u2019ascolto del soggetto nella sua particolarit\u00e0, e l\u2019accompagnarlo verso la presa di possesso della sua storia particolare e dei momenti cruciali che l\u2019hanno scandita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attenzione principale viene quindi riservata nell\u2019accompagnare l\u2019allievo in formazione verso la acquisizione della capacit\u00e0 di mantenere una valida posizione etica nel suo rapporto con il paziente, nella conoscenza e nel padroneggiamento della tecnica, non senza una giusta elasticit\u00e0 nella sua utilizzazione. In tale logica la priorit\u00e0 viene data alla costituzione e gestione del transfert, all\u2019ascolto della parola del soggetto, ed alla utilizzazione prudente ed accorta del controtransfert.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019allievo verr\u00e0 comunque, primariamente, sostenuto e motivato a compiere un adeguato percorso di conoscenza di se, sia nella forma gruppale che individuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo stile nella conduzione della relazione terapeutica, e nel suo fare riferimento all\u2019insieme delle scienze elencate in pi\u00f9 parti di questa presentazione, \u00e8 possibile cogliere alcuni degli aspetti peculiari dell\u2019orientamento didattico e formativo dell\u2019ISdSF.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo questo percorso, l\u2019Istituto Superiore di Studi freudiani provvede all\u2019insegnamento di tipo post-universitario, cos\u00ec come determinato dalla legge dello Stato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ISdSF JL \u00e8 un istituto di formazione alla psicoterapia che ha i suoi riferimenti nella scoperta di Freud, cos\u00ec come rivista e completata dagli apporti di Jacques Lacan e del suo &#8220;lettore&#8221; J-A Miller. 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